Corte dei conti: il nodo della sostenibilità dopo il PNRR

di Davide Cini

Nel mio comune abbiamo avviato (e in parte terminato) diverse opere finanziate con PNRR. Ho letto diversi vostri articoli in merito e la gestione contabile durante la gestione dell’opera mi è chiara, ma c’è qualche attenzione da fare una volta concluse?


Per dare riscontro al lettore si rende necessario analizzare quanto recentemente indicato dalla Corte dei Conti nella propria Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di PNRR e PNC del primo semestre 2025 depositata il 28 luglio. La magistratura contabile ha posto l’accento su un rischio sempre più concreto per gli enti locali: al termine del flusso straordinario di risorse previsto per la fine del 2026, molti enti rischiano squilibri nei propri bilanci se non viene adeguatamente pianificata la gestione delle spese correnti.

Molti interventi finanziati dal PNRR, infatti, comportano costi strutturali aggiuntivi (manutenzioni ordinarie e straordinarie, gestione di nuovi servizi o infrastrutture, assunzioni di personale a tempo determinato per la gestione dei progetti) che, senza un’adeguata programmazione, rischiano di ricadere interamente sui bilanci ordinari dei Comuni, con possibili squilibri già nel medio periodo. La Corte ha sottolineato come questi oneri certi, in assenza di ulteriori risorse straordinarie, ricadranno inevitabilmente sulle entrate correnti degli enti.

La Relazione evidenzia inoltre disallineamenti tra dati gestionali e piattaforme di monitoraggio, frammentazione nelle rendicontazioni e carenze negli uffici di controllo, richiamando la necessità di soluzioni programmatiche efficaci per proteggere il valore degli investimenti.

La magistratura contabile invita quindi le amministrazioni a inserire fin da ora la “fase post-PNRR” nei documenti di programmazione finanziaria, sia attraverso stime realistiche dei futuri costi di gestione, sia valutando le fonti stabili di copertura (entrate correnti, tariffe, tributi locali, eventuali trasferimenti statali). In quest’ottica, le predette considerazioni graveranno appunto :

  • nel DUP con la Nota di aggiornamento, inserendo previsioni attendibili dei futuri costi di gestione;
  • nel bilancio di previsione 2026-2028, evidenziando con chiarezza la copertura delle spese con entrate stabili;
  • nelle successive variazioni di bilancio, valutando l’impatto degli investimenti PNRR sulla parte corrente.

In sintesi, la “vera sfida” non è solo la capacità di spendere nei tempi le risorse PNRR, ma quella di assicurare nel tempo la copertura dei costi permanenti che ne derivano. La programmazione finanziaria per il triennio 2026-2028 rappresenta quindi il banco di prova decisivo per i Comuni, chiamati a trasformare l’occasione del PNRR in sviluppo sostenibile senza compromettere gli equilibri futuri.

© Per gentile concessione di Publika (pubblicato su EL News il 06/10/2025)

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